La Montagnetta di San Siro, un mondo di ricordi e un paio di bikers

Parco della domenica, sgambettando felice davanti agli occhi attenti di mamma e papà.
Parco del vestitino bello, delle calzette corte e dei codini in ordine.
Parco delle corse in bici, delle ginocchia sbucciate e dello zucchero filato.
Parco dei pattini a rotelle, quattro e gialle.
Parco delle big babol, panna e fragola o solo fragola.
Parco del – ci andiamo solo se finite i compiti -.
Parco del – non toglietevi il golfino che c’è vento -.
Parco del – dai la mano a tua sorella sorella che se no ti perdi -.
Parco della mia infanzia che come uno scrigno custodisce tanti ricordi preziosi.

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Lo sapevate che la Montagnetta di San Siro, all’anagrafe Monte Stella, sorge sulle macerie dei palazzi bombardati durante la Seconda Guerra Mondiale?
Ebbene si, un bel giorno, il signor Piero Bottoni, l’architetto che progettò il parco, pensando alla moglie, la signora Elsa Stella, disse tra se e se – sai che c’è? Ora prendo tutto sto po’ po’ di macerie, ci metto anche qualche pezzetto dei Bastioni appena demoliti, ci costruisco un bel parco e lo dedico alla mia amata Elsa. I fili d’erba saranno i suoi lucidi capelli, il cinguettio degli uccellini sarà la sua voce, il sole il suo sorriso e la pioggia sarà il suo pianto.
Singolare eh?

Ai milanesi bastano questi pochi metri di altezza per sentirsi veramente in collina. C’è chi corre, chi va in mountain bike, chi prova a sciare e chi fa snow. Io, da vera sportivona quale sono, per riprendermi dalle fatiche della scalata ( ben 50 metri) prendo il sole e mi godo il panorama, nelle giornate giuste si vede quasi tutta Milano abbracciata dai monti.

 

Si è fatta sera, torniamo a casa.

 

Abito, Benetton
Cardigan-poncho, Ovs
Tracolla, Benetton
Occhiali, Marc by Marc Jacobs
Cappello, Colors&Beauty
Bikers, Jeffrey Campbell

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