Torino, un pomeriggio di ordinaria aristocrazia

Dove eravamo rimasti? Ah si, alle mie proprietà torinesi, immagino abbiate passato un weekend d’inferno in attesa della seconda parte del racconto, è stato davvero imperdonabile da parte mia lasciarvi con cotanta suspense.
Parcheggiato il calesse in Corso Palestro, ho passeggiato per via Garibaldi, una delle più importanti vie del centro di Torino, ricca di negozi e di locali.

#sundaybestit

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La via dello shopping conduce in Piazza Castello, la grande piazza quadrangolare che, come un lussuoso tappeto rosso, è stesa ai piedi di Palazzo Madama, il castello in cui ho trascorso tanti pomeriggi di gioco e ozio in tenera età, in compagnia della mia stravagante famiglia reale.
Quanti ricordi di ordinaria aristocrazia, le gare a biglie con gli smeraldi di zia Clorinda, i vestiti delle bambole cuciti ritagliando di nascosto gli abiti da sera di quella antipatica di mia cugina Genoveffa, il primo giro in bici senza rotelle d’oro, il dentino perso e il diadema trovato la mattina successiva sotto il cuscino, insomma semplici e genuini ricordi d’infanzia.

Questo è Palazzo Reale, non potendomene occupare come vorrei, l’ho concesso in comodato d’uso ai miei cugini e devo ammettere che le mie aspettative non sono state deluse, i cortili sono impeccabili, i marmi sono lucidi come specchi e la statua di zio Vittorio Amedeo I gode di ottima salute.

Quanto è bella la Mole Antonelliana? Simbolo di Torino e d’Italia, per me resterà sempre il capriccio meglio riuscito di quel matto dell’amico del nonno, Alessandro Antonelli. Se sapesse che ora la sua mole si trova sulle monete da due centesimi impazzirebbe di rabbia, abituato com’era ai lingotti d’oro.

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Che dire dello storico negozio di Mauro Leone? Io un monumento, anche piccino, glielo dedicherei.

Abito, souvenir dalla Cina
Scarpe, Mauro Leone
Cardigan, H&M
Pochette, Miu Miu
Anello, Botto Bottone

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